Palpitazioni che arrivano all'improvviso, un cuore che accelera senza motivo, un elettrocardiogramma con la dicitura "alterazione del ritmo", oppure un pacemaker da controllare. In tutte queste situazioni capita spesso di sentirsi dire: "sarebbe meglio farsi vedere da un aritmologo". Ma chi è esattamente l'aritmologo, in cosa si differenzia dal cardiologo e quando conviene rivolgersi a lui? In questo articolo proviamo a fare chiarezza, con indicazioni pratiche su come si svolge la visita e su quali esami possono servire.
Chi è l'aritmologo
L'aritmologo è un cardiologo che si è dedicato in modo specifico ai disturbi del ritmo cardiaco, cioè alle aritmie. Spesso è anche elettrofisiologo: studia l'attività elettrica del cuore non solo con gli esami di base, ma anche con procedure più specialistiche come lo studio elettrofisiologico e l'ablazione transcatetere, e si occupa dell'impianto e del controllo dei dispositivi come pacemaker, defibrillatori e loop recorder.
Semplificando: il cardiologo valuta il cuore nel suo insieme — muscolo, valvole, coronarie, pressione — mentre l'aritmologo approfondisce il suo "impianto elettrico", quello che stabilisce quando e con quale ritmo il cuore deve battere.
Il sistema elettrico del cuore, in breve
Ogni battito nasce da un piccolo gruppo di cellule chiamato nodo del seno, una sorta di pacemaker naturale situato nell'atrio destro. Da lì l'impulso si propaga agli atri, attraversa il nodo atrioventricolare — che fa da filtro e da "centralina di smistamento" — e raggiunge i ventricoli, che si contraggono e spingono il sangue in circolo.
Quando qualcosa in questo percorso non funziona come dovrebbe, si parla di aritmia. Il cuore può battere troppo velocemente (tachicardie), troppo lentamente (bradicardie) oppure in modo irregolare, come accade nella fibrillazione atriale o nelle extrasistoli.
Quando rivolgersi a un aritmologo
Non tutte le palpitazioni sono un problema: molte sono innocue e legate a stress, caffeina o stanchezza. Ci sono però situazioni in cui una valutazione specialistica è consigliata:
palpitazioni frequenti, oppure episodi di battito molto veloce che iniziano e finiscono all'improvviso;
battito molto lento accompagnato da stanchezza insolita, capogiri o calo della resistenza allo sforzo;
svenimenti o sensazione di stare per svenire, soprattutto se compaiono durante uno sforzo;
una diagnosi di fibrillazione atriale o di flutter atriale;
un ECG o un Holter con anomalie, come blocchi della conduzione, preeccitazione (sindrome di Wolff-Parkinson-White) o extrasistoli molto numerose;
la presenza di un pacemaker, di un defibrillatore o di un loop recorder;
casi in famiglia di morte improvvisa in età giovane o di cardiomiopatie ereditarie;
un ECG non del tutto normale emerso durante la visita per l'idoneità sportiva.
Attenzione: dolore al petto, palpitazioni con forte mancanza di respiro, svenimento con perdita di coscienza o un battito molto veloce che non si interrompe sono situazioni da valutare subito. In questi casi è necessario chiamare il 118 o recarsi al pronto soccorso.
Come si svolge la visita aritmologica
La parte più importante della visita è il colloquio. L'aritmologo chiede come iniziano e come finiscono i disturbi, quanto durano, in quali momenti compaiono (a riposo, durante uno sforzo, di notte), se ci sono fattori scatenanti, quali farmaci si assumono e se in famiglia ci sono state malattie cardiache. Seguono l'esame obiettivo, la misurazione della pressione e l'elettrocardiogramma.
Per sfruttare al meglio la visita è utile portare con sé:
referti di visite ed esami precedenti (ECG, Holter, ecocardiogramma);
eventuali tracciati registrati durante un episodio, anche quelli di uno smartwatch;
l'elenco aggiornato dei farmaci, con i dosaggi;
il tesserino del dispositivo, per chi ha un pacemaker o un defibrillatore.
Gli esami che possono servire
Non sempre sono necessari tutti: la scelta dipende dai sintomi e da quanto emerso durante la visita.
Elettrocardiogramma (ECG): la fotografia del ritmo nel momento della visita, rapida e indolore.
Holter ECG: registra il ritmo per 24 ore o più giorni, utile quando i disturbi sono frequenti ma non presenti durante la visita.
Ecocolordoppler cardiaco: verifica la struttura del cuore, perché molte aritmie hanno un significato diverso in un cuore sano rispetto a un cuore malato.
Test da sforzo: mostra come si comporta il ritmo sotto impegno fisico.
Loop recorder impiantabile: un piccolo dispositivo inserito sotto la pelle che monitora il ritmo per mesi o anni, indicato quando i sintomi sono rari ma importanti, come gli svenimenti inspiegati.
Studio elettrofisiologico: un esame invasivo, eseguito in ospedale, che studia in dettaglio le vie elettriche del cuore e permette spesso di trattare l'aritmia nella stessa seduta.
Le possibili terapie
Il trattamento viene sempre costruito sulla persona. In molti casi bastano interventi sullo stile di vita e la correzione dei fattori scatenanti. Quando serve, si ricorre ai farmaci: antiaritmici per controllare il ritmo, betabloccanti per rallentare la frequenza e, nella fibrillazione atriale, anticoagulanti per ridurre il rischio di ictus.
Per alcune aritmie la soluzione più efficace è l'ablazione transcatetere, una procedura che, attraverso sottili cateteri introdotti da una vena, individua e neutralizza il punto da cui nasce il disturbo. Nelle bradicardie importanti o in chi è a rischio di aritmie pericolose si valuta invece l'impianto di un pacemaker o di un defibrillatore.
Il controllo dei dispositivi impiantabili
Chi è portatore di pacemaker, defibrillatore o loop recorder ha bisogno di controlli periodici: servono a verificare che il dispositivo funzioni correttamente, a controllare lo stato della batteria e ad adattare la programmazione alle esigenze del paziente. È un'attività tipica dell'elettrofisiologo, che può essere svolta anche a domicilio. Per approfondire puoi leggere la pagina dedicata al controllo di pacemaker, defibrillatore e loop recorder.
Visita aritmologica a Bari e a domicilio
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Dott. Vito Albergo — Cardiologo, Aritmologo, Elettrofisiologo
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce le indicazioni del medico.