Extrasistoli: cosa sono, quando sono innocue e quando preoccuparsi

Capita a molti: si è seduti tranquilli, magari la sera sul divano, e il cuore sembra saltare un battito. Segue un attimo di vuoto nel petto e poi un battito più forte, quasi un tonfo. Sono le extrasistoli, i battiti prematuri: impulsi che nascono in anticipo rispetto al ritmo normale e mandano fuori tempo la sequenza del cuore. Sono la forma di aritmia più comune in assoluto e, nella grande maggioranza dei casi, non indicano una malattia.

Cosa succede davvero nel cuore

In condizioni normali ogni battito parte da un unico centro di comando, il nodo del seno, e si propaga in modo ordinato agli atri e poi ai ventricoli. Nell’extrasistole un punto diverso del muscolo cardiaco si attiva prima del previsto e genera un battito anticipato. A seconda di dove nasce si parla di extrasistoli sopraventricolari, se l’origine è negli atri, o ventricolari, se l’impulso parte dai ventricoli.

Il paradosso è che quello che si avverte non è il battito in più, ma quello che viene dopo. L’extrasistole arriva troppo presto perché il cuore abbia avuto il tempo di riempirsi di sangue. Segue una breve pausa di riequilibrio — la sensazione di vuoto — e il battito successivo, con un ventricolo più pieno del solito, risulta particolarmente energico. È quel colpo forte che porta le persone dal cardiologo.

Come si manifestano

Il sintomo classico è il cardiopalmo intermittente: un battito saltato, un tuffo al petto, un tonfo isolato. Alcuni li descrivono come una farfalla nella gola o un sussulto all’altezza dello sterno. Possono comparire a raffiche di pochi minuti oppure isolati nell’arco della giornata.

Molte persone li avvertono soprattutto la sera, da sdraiate sul fianco sinistro o nei momenti di silenzio, quando l’attenzione al corpo è maggiore e i rumori esterni non li coprono. Non è un caso: lo stesso numero di extrasistoli passa spesso inosservato durante il lavoro o l’attività fisica.

C’è poi una quota consistente di persone che non se ne accorge affatto. Le extrasistoli vengono scoperte per caso durante un elettrocardiogramma di routine o una visita per il rinnovo del certificato sportivo, e questo di per sé non è un segnale di allarme.

Quando sono innocue

In un cuore strutturalmente sano le extrasistoli sono un fenomeno benigno. Sono frequenti nelle persone giovani, aumentano con l’età e possono comparire in chiunque, anche senza alcun fattore scatenante. Diversi elementi le rendono più numerose o più percepibili: lo stress e l’ansia, il sonno insufficiente, il caffè in eccesso, l’alcol, il fumo, la nicotina, gli energy drink, una digestione laboriosa dopo un pasto abbondante, la febbre, la disidratazione. Anche alcuni farmaci e integratori, e squilibri di potassio e magnesio, possono contribuire.

In questi casi l’obiettivo non è eliminare ogni singolo battito prematuro, ma capire che non c’è nulla di pericoloso dietro e agire su ciò che le alimenta. Sapere che sono benigne, spesso, riduce già di per sé la percezione: l’attenzione ansiosa al battito è un amplificatore molto potente.

Quando invece meritano un approfondimento

Alcune caratteristiche cambiano il quadro e richiedono una valutazione cardiologica più accurata. Contano soprattutto tre cose: quante sono, come sono fatte e su quale cuore compaiono.

Meritano attenzione le extrasistoli molto numerose nell’arco delle ventiquattro ore, quelle che si presentano in coppie o in sequenze rapide, quelle che compaiono o peggiorano durante lo sforzo invece di ridursi, e quelle che si accompagnano a capogiri, a un affaticamento sproporzionato o a episodi di perdita di coscienza. Pesa allo stesso modo il contesto: una cardiopatia nota, un infarto pregresso, una valvulopatia, uno scompenso, oppure una storia familiare di morte improvvisa in età giovane.

Va detto anche che una quantità molto elevata di extrasistoli ventricolari mantenuta per anni può, in una minoranza di casi, ridurre la capacità contrattile del ventricolo. È un motivo in più per quantificarle invece di limitarsi a conviverci quando sono molte.

Quando andare in pronto soccorso

Il battito saltato isolato non è un’emergenza. Lo diventano invece il dolore toracico che non passa, l’affanno importante anche a riposo, lo svenimento o la sensazione di stare per svenire, e un cardiopalmo rapido e continuo che non rientra dopo alcuni minuti. In queste situazioni non si aspetta la visita programmata.

Come si arriva alla diagnosi

Il percorso è semplice e non invasivo. L’elettrocardiogramma documenta il battito prematuro se cade nel momento giusto e ne mostra la forma, che dice molto sull’origine dell’impulso.

Poiché però le extrasistoli vanno e vengono, l’esame chiave è l’Holter delle ventiquattro ore o di più giorni: registra tutti i battiti, permette di contarli con precisione, di stabilire quale percentuale rappresentano sul totale e di vedere se si organizzano in sequenze. È anche l’esame che consente di correlare i sintomi annotati dal paziente con ciò che il cuore stava effettivamente facendo in quel momento.

A completare il quadro servono in genere l’ecocolordoppler cardiaco, per verificare che il muscolo, le valvole e le dimensioni delle camere siano nella norma, un test da sforzo quando è importante capire come si comportano le extrasistoli sotto impegno fisico, e alcuni esami del sangue mirati, con funzione tiroidea, emocromo, potassio e magnesio.

Come si trattano

Quando il cuore è sano e le extrasistoli sono poche, il trattamento migliore è spesso nessun farmaco. Si interviene sui fattori scatenanti — ridurre caffeina, alcol e nicotina, dormire a sufficienza, gestire lo stress, mantenere una buona idratazione, correggere eventuali carenze di potassio e magnesio, trattare la tiroide se necessario — e si rassicura il paziente in modo argomentato, mostrandogli i dati dell’Holter.

I farmaci entrano in gioco quando i sintomi sono davvero disturbanti o le extrasistoli sono molto numerose: i betabloccanti sono di solito la prima scelta, mentre gli antiaritmici veri e propri sono riservati a casi selezionati, sotto controllo cardiologico.

Nelle situazioni in cui le extrasistoli ventricolari sono molto frequenti, provengono tutte dallo stesso punto e non rispondono alla terapia — o hanno già iniziato a incidere sulla funzione del ventricolo — esiste l’ablazione transcatetere: una procedura che individua con precisione il punto di origine e lo neutralizza, con ottimi risultati quando l’indicazione è corretta.

Sport e vita quotidiana

Chi ha extrasistoli su un cuore sano può fare attività fisica, e in molti casi l’esercizio regolare le riduce. La valutazione cardiologica prima di riprendere o intensificare lo sport, in particolare a livello agonistico, serve proprio a distinguere i casi in cui non c’è alcuna limitazione da quelli, più rari, che richiedono cautela.

Un consiglio pratico che vale per tutti: tenere una breve nota di quando compaiono, quanto durano e cosa si stava facendo. È un’informazione semplice da raccogliere e che orienta molto la scelta del cardiologo.

Se avverti battiti saltati che ti preoccupano, o se un elettrocardiogramma ha evidenziato delle extrasistoli e vuoi capire cosa significano nel tuo caso, puoi prenotare una visita: il Dott. Vito Albergo riceve a Bari e provincia ed effettua visite cardiologiche a domicilio, una possibilità pensata per chi ha difficoltà a spostarsi.

Dott. Vito Albergo — Cardiologo, Aritmologo, Elettrofisiologo

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce le indicazioni del medico.

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